La terminologia della riflessologia plantare 

Se stai pensando di diventare riflessologo devi sapere che esiste una terminologia riflessologia plantare molto specifica di cui oggi ti vogliamo parlare. Durante i Corsi riflessologia plantare viene sempre dedicata una parte alla teoria oltre a diverse esercitazioni pratiche riflessologia. Tuttavia se stai pensando di lavorare come riflessologo oltre alla mappa del piede è bene conoscere anche dei termini specifici.

Base o radice delle dita del piede

Si riferisce alla base del dito. Questo è il punto in cui il dito si unisce al piede.

Movimento Incrociato 

Questo movimento si ottiene operando su un’area in varie direzioni. Prima con una mano e poi con l’altra. Generalmente il movimento incrociato riflessologia plantare serve sull’angolo del piede dall’interno all’esterno e viceversa per essere sicuri di avere un effetto completo su tutta la parte. In base al paziente si ha più sensibilità in una direzione rispetto a un’altra.

Depositi cristallini 

Nella terminologia riflessologia plantare con i depositi cristallini si intendono dei granelli di sale sotto le dita del piede. Questi si possono trovare generalmente manipolando alcuni riflessi come quelli del collo e delle spalle. Tuttavia non è escluso trovarne anche in altre zone del piede.

Azione a leva 

Questa è una tecnica riflessologia plantare che si ottiene usando le dita con un movimento opposto a quello del pollice e viceversa. Questa azione permette al pollice o ad altre dita un contatto più diretto e agevole con il piede.

Linea della vita 

Questa zona si ottiene localizzando sul piede mappa riflessologia. Cioè localizzando la sporgenza sulla parte esterna del piede, all’incirca verso la metà. Questa sporgenza è costituita dal quinto osso del metatarso. Trovata la sporgenza sul piede il riflessologo traccia una linea immaginaria da un lato all’altro del piede. Questa sarà la linea di riferimento della vita.

Stiramento dei cuscinetti metatarsi verso il basso 

Nella terminologia riflessologia plantare questa tecnica si usa per agire su riflessi di occhio e orecchio. Precisamente i cuscinetti si trovano sotto il metatarso. Come trovarli? Il massaggiatore deve mettere il pollice della mano che sostiene il piede sul metatarso. Afferrata la parte superiore del piede sotto le dita il pollice viene fatto scorrere in giù, verso il tallone. Grazie a questo movimento si apre il tessuto morbido sotto le dita. Così si opera sulla cresta che si forma alla base dita dei piedi.

Sporgenza dell’astragalo 

Questa parte si trova all’interno e all’esterno della caviglia. Esso rappresenta il punto più alto della protuberanza arrotondata, il malleolo.

Qualche suggerimento utile per chi vuole diventare riflessologo 

Oltre alla terminologia riflessologia plantare e alle tecniche di riflessologia plantare ci sono altri accorgimenti che si possono prendere durante una seduta di riflessologia. Per esempio dopo aver manipolato le dita usare la tecnica di rilassamento prima di cominciare un’altra sessione può essere utilissimo. Soprattutto se vi trovate in presenza di pazienti molto sensibili. Inoltre è consigliato manipolare completamente prima un piede e poi un altro. Abbiamo infatti constatato che quando si agisce su tutto il piede prima di passare all’altro si procura una sensazione di maggiore benessere.

Il riflessologo del piede deve avere molta dimestichezza con il paziente con cui opera. Inoltre bisogna sempre avere uno schema,a operativo per non trascurare nessuna area. Cominciare prima con il piede destro e poi senza concludere passare al piede sinistro potrebbe essere dispersivo. Il riflessologo professionista invece programma una tecnica e uno schema fisso che copra sistematicamente tutte le aree del piede. 

La durata migliore è dieci minuti per ogni piede. Dopo di che i restanti 20 minuti potrebbero essere dedicati ai sistemi che necessitano di maggiore attenzione. Per ottenere tutti i benefici riflessologia plantare consigliamo sempre di effettuare due trattamenti a settimana per varie settimane. Gradatamente poi la frequenza settimanale può anche ridursi. Tuttavia quanto più è cronico il problema, tanto più a lungo dovrà essere impiegata la riflessologia plantare. In ogni caso non bisogna essere malati per godere delle sedute di massaggio del piede. I benefici sono gradevoli anche per chi gode di ottima salute.

 

 

Le aree di corrispondenza della riflessologia plantare

Nella terminologia riflessologia plantare molta importanza viene assunta dalle aree di corrispondenza. Queste sono un ausilio molto utile per chi vuole lavorare come riflessologo plantare. Per esempio la mano destra e sinistra sono aree di rapporto per il piede destro e il piede sinistro. Stessa cosa vale per il braccio destro alla gamba destra e per il braccio sinistro e la gamba sinistra. Quali aree di corrispondenza esistono nel corpo umano?

terminologia riflessologia plantare

Piede e corpo: alla scoperta delle aree di corrispondenza della riflessologia plantare!

  • Il palmo della mano corrisponde alla pianta del piede;
  • La parte interna dell’avambraccio corrisponde al polpaccio;
  • Il gomito corrisponde alla rotula;
  • Il rilievo osseo dell’avambraccio corrisponde allo stinco;
  • L’interno del gomito corrisponde al retro del ginocchio;
  • La parte anteriore del braccio corrisponde alla parte posteriore della coscia;
  • La zona posteriore del braccio corrisponde alla parte anteriore della coscia.

Per tutte le aree di corrispondenza riflessologia plantare vale il principio che un’area di corrispondenza è una zona che può essere manipolata al posto di quella affitta o assieme ad essa. Se non potete agire su una parte del piede, potete farlo sulla zona corrispondente della mano o del gomito. In riflessologia plantare si usa il piede perché è una delle parti più protette del corpo e per questo sensibile. Inoltre la sagoma del piede è simile a quella del corpo. Ma questo non vuol dire che le altre parti siano fuori uso o non abbiano riflessi importanti.

Aree ausiliare della riflessologia plantare 

Altra terminologia riflessologia plantare importante: le aree ausiliarie. Queste sono delle zone supplementari sulle quali si agisce per alleviare una area di congestione. Essi sono i rinforzi che servono per agire nel migliore dei modi sull’area in questione. Prendiamo a esempio il mal di testa riflessologia plantare. Il riflessologo del piede agisce sull’alluce che nella teoria zonale rappresenta la testa. Come rinforzo si può operare sui riflessi del collo.

Le aree ausiliare agiscono in modo tale che se manipolate aiutano a far diminuire la tensione associata alla parte afflitta. Questi riflessi fungono da effetto diretto sulla parte sofferente e sono necessari per essere certi che si stanno raggiungendo i risultati voluti. In questa maniera il sollievo alla zona è totale e completo.

Apprendere la terminologia riflessologia plantare: come diventare riflessologo? 

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